SEO e utenti: massima lunghezza URL

L’RFC 2616, “HTTP/1.1-Hypertext Transfer Protocol” non specifica alcun requisito per la lunghezza URL.

I principali browser adottano la seguente filosofia:

  1. Microsoft Internet Explorer contiene una lunghezza di individuazione (URL) di risorsa uniforme massima di 2083 caratteri.
  2. In Firefox > 1.5.x dopo 65,536 caratteri, la location bar non visualizza più le URL

Ovviamente tutto questo da un punto di vista puramente tecnico di supporto da parte dei browser.

All’atto pratico sono molte le considerazioni che un webmaster/webdesigner deve fare tenendo conto sia del punto di vista degli utenti finali che dei motori di ricerca.

Per quanto riguarda i motori di ricerca la presenza di parole chiave nell’URL è giudicata solitamente utile, anche se non ai primissimi posti come importanza.

Gli esperti di SEOMoz per esempio le attribuiscono un 5 posto tra i soli parametri relativi alle keyword Keyword Use Factors riportando i pareri di 3 esperti:

Barry Schwartz
Having them bolded in the search results are worth a lot in my opinion.
Aaron Wall
Not weighted anywhere near as much as an exact match domain name, but helps improve CTR (and thus relevancy if CTR factors into relevancy scores) and some people will link to pages using the URL as anchor text.
Ben Pfeiffer
Works very well in Yahoo. Great for user navigation and still worth while to do as a basic SEO methodology. Use hyphens.

Da una breve indagine in rete appare ragionevole limitarsi a 140/150 caratteri di lunghezza massima e non superare i 4 livelli nell’url (nel caso di suddivisione in directory – per esempio come gerarchia di categorie).

Ci sono altri aspetti di cui tenere conto tra cui il fatto che URL lunghe nelle SERP pare scoraggino l’utente dal cliccarci sopra.
Sappiamo che in media un utente clicca su 3 risultati su 10 mostrati dalla SERP (è importante comparire ai primi posti .. ma poi gli utenti devono anche cliccare).
L’utente pare infatti che perda tempo a decifrare ciò che la URL contiene. Ciò che confonde tende ad essere evitato..

Per approfondimenti:
WWW FAQs: What is the maximum length of a URL?

Url corti vs Url lunghi

Lunghezza delle URL – ottimale e consigliata

Il mondo è piatto

Insegnanti indiani che si svegliano alle 5 del mattino ed impartiscono lezioni di geometria a bambini americani (di sera) utilizzando piattaforme di E-learning/E-teaching.

Quante aziende sono coinvolte nella produzione di un portatile Dell ?
Potenzialmente 270 aziende sparse in tutto il mondo (Taiwan, Cina, Korea, Giappone, Messico..)

Quando un Paese può considerarsi in declino ?
Quando i ricordi relativi al passato superano i sogni per il futuro.

Sono alcune delle storie, degli aneddoti e dei concetti raccontati e sviluppati nel libro: “Il mondo è piatto” di Thomas Friedman, giornalista statunitense che si occupa di tematiche legate ad economia, globalizzazione e nuove tecnologie.

L’autore spiega il perchè del titolo e quali sono le 10 forze che hanno “appiattito” il mondo rendendolo di taglia small ( caduta del muro di Berlino, quotazione di Netscape in borsa, Outsourcing, Offshoring, Supply-chaining, Insourcing, Informing, etc)

Il libro è del 2005 e a mio avviso si tratta di testo chiave per capire cosa sta succedento all’inizio di questo 21° secolo, di come internet abbia appiattito il mondo e di come l’America e l’Occidente debbano porsi nei confronti di questi rapidi cambiamenti. Moltissime le interviste, le storie, i punti di vista di imprenditori statunitensi, indiani, cinesi, giordani, ministri messicani, accademici americani, grandi corrieri, grandi retailer, multinazionali, politici, autorità religiose etc.

L’autore, negli ultimi anni, ha viaggiato in lungo ed in largo: dalla Cina all’India, dal Giappone al Messico, dall’Africa al mondo Arabo.

Confesso di essermi chiesto leggendo il libro se in Italia abbiamo qualche possibilità  di farcela in questo mondo piatto ? Di evitare una rapida decadenza.

Un’immagine per tutte: il libro prospetta il futuro dell’Europa Occidentale come una specie di casa di riposo per popolazione in larga parte anziana accudita da badanti turche.

Il libro è assolutamente da leggere.

Piattaforme ed hosting per attività  di ecommerce

Mi capita con sempre maggiore frequenza di sentire persone che svolgono un’attività tradizionale (artigianale e magari di nicchia) o che hanno una nuova idea e che vorrebbero iniziare un’attività di ecommerce.

Già da alcuni anni esistono diverse soluzioni open source (modificabili e personalizzabili in quanto fornite di codici sorgenti e in questo caso anche gratuite) che possono andare bene per molte realtà medie e medio piccole con budget non elevati.

Free software/Open source (con le distinzioni relative) significa da molti anni ed in molti casi qualità: più persone collaborano allo sviluppo ed all’individuazione degli errori e all’aggiunta di nuove caratteristiche e funzionalità ai prodotti.
In generale beneficiano di un’intelligenza collettiva,quella descritta nel modello “La cattedrale e il bazar” elaborato da Eric Raymond facendo riferimento allo sviluppo del kernel di linux ed amplificata ora da una sempre maggior interazione con utenti finali.

Molte soluzioni/piattaforme open source raggiungono una buona qualità proprio grazie ad una massa critica di interesse. Nei sistemi operativi con l’esempio di Linux, nei web server con Apache che ha superato la quota del 60% del mercato, ma vale per molte piattaforme web. Sono sempre più diffusi i CMS (content management system) come joomla, drupal, typo3 che offrono ricche funzionalità di editing, temi e plugin aggiuntivi. Funzionalità che già consentono di partire in tempi rapidissimi a costi ridotti o nulli con un’attività online che preveda la pubblicazione e gestione di contenuti. In molti casi si può iniziare anche solo personalizzando i temi già disponibili e facilmente reperibili in rete (come per wordpress la piattaforma libera per i blog).

Una volta scelta la piattaforma più vicina alla proprie esigenze, il passo successivo consiste nello scegliere l’hosting (nel caso di piccole realtà sarà spesso questa l’opzione preferita) almeno per iniziare. In una fase successiva con l’aumentare degli utenti e dell’utilizzo di risorse si potrà invece rivolgersi ad offerte come server virtuali, server dedicati etc.

A mio avviso la prima strada da percorrere nella ricerca dell’hosting è di cercare fornitori che offrano soluzioni legate al prodotto/piattaforma da noi scelto, che spesso hanno requisiti particoli lato server e possono beneficiare di particolari ottimizzazioni.

Dovendo per esempio cercare un hosting per il CMS open source Joomla, un buon inizio potrebbe essere di partire da google cercando: “joomla hosting” e analogamente per gli altri prodotti open source. Possono essere d’aiuto anche ricerche su forum specializzati e gruppi di discussione sull’argomento.
Altra strada utile è di consultare il sito di riferimento del prodotto e verificare se sono già indicati hosting partner e specializzati.

Nello specifico ambito ecommerce 3 piattaforme open source su tutte godono di una certa diffusione e notorietà:

  • oscommerce
  • zen cart
  • magento
  • prestashop
  • opencart

Ultimamente in particolare mi sono state presentate le funzionalità di magento (la piattaforma più giovane tra le 3 di cui sopra). Sembra davvero molto promettente e ricco di funzionalità.
Online è disponibile una demo di magento.

Se si vuole lanciare un’attività di questo genere conviene evitare hosting a bassissimo costo che alcuni fornitori italiani propongono e che magari non sono adattissimi ad ospitare un particolare prodotto specifici come quelli citati sopra.
Per iniziare con il piede giusto meglio effettuare una scelta più accurata seguendo i consigli di cui sopra.

Logo di Magento
Logo di Magento

Domani esce Wired Italia l’edizione italiana del celebre magazine americano

Terminato il conto alla rovescia con cui la redazione di Wired Italia ha creato aspettativa negli ultimi mesi per il lancio dell’edizione italiana di Wired il celebre Magazine americano che si occupa di tecnologia sin dall’ormai lontano 1993.
Editor in chief dell’edizione americana di Wired è Chris Anderson conosciuto da molti per il suo libro La lunga coda (The Long Tail)

Da domani 19 febbraio 2009 sarà  disponibile in edicola il primo numero di Wired ITALIA.

Si tratta sicuramente di una sfida non facile per diversi motivi:

  • si tratta del lancio di un nuovo prodotto in periodi di crisi economica
  • il successo di una rivista a carattere tecnologico in Italia è tutt’altro che scontato
  • approccio cartaceo in tempi in cui si va in direzione opposta (digitalizzazione di tutto quanto è cartaceo)

Che dire? In bocca al lupo!

 

SRS spaced repetition software: memorizzazione ed apprendimento delle lingue

Ho recentemente scoperto gli SRS (spaced repetition software) una categoria di software utili per memorizzare le informazioni e particolarmente per l’apprendimento delle lingue. L’approccio è a schede ed implementano algoritmi per la ripetizione periodica delle informazioni: l’idea è di trasferire le informazioni dalla memoria a breve termine a quella a lungo termine. Tra gli SRS sono particolarmente conosciuti: Supermemo (commerciale – precursore della categoria), Mnemosyne (Free), Anki (con licenza libera).
Volete apprendere le lingue e cercate un nuovo modo? magari volete imparare le lingue orientali come il giapponese ed i caratteri kanji o magari volete solo migliorare l’inglese? Questa categoria di software potrebbe essere un valido supporto.
Vi invito a leggere un interessante post di approfondimento sui software SRS.

Legge 2.0 il Web tra legislazione e giurisprudenza

Gestite forum, community, social network in cui gli utenti possono parlare, commentare, criticare terze parti (aziende, professionisti etc) ?
Siete un soggetto che eroga “servizi 2.0” ? sapete quali sono le implicazioni legali relative a ciò che dicono i vostri utenti?

Se come me avete dubbi e curiosità  su questi argomenti potreste leggere: “Legge 2.0 il Web tra legislazione e giurisprudenza”.

Credo di poter dire che si tratta di un libro nuovo nel panorama italiano e questo lo si intuisce già  dal titolo.

Il libro contiene le risposte a questi quesiti e molti altri relativi a Internet, proprietà  intellettuale, diritto d’autore, file sharing, p2p, libertà  di espressione in rete, tutela dei dati personali e molto altro.

L’autrice, Beatrice Berlingieri, gestisce un blog dove approfondisce queste tematiche e devo dire, avendola contattata per informazioni, che si è dimostrata molto gentile e disponibile.

Rimini web marketing event il giorno dopo

Sono stato molto contento di aver participato al Rimini web marketing event (evento poi diventato Be-Wizard).
L’evento, inizialmente pensato principalmente ad albergatori e altre figure legate al turismo, oltre ad avere un ottimo rapporto qualità  prezzo, è stato anche ricco di spunti interessanti. La cosa particolare è che in sala almeno la metà dei partecipanti erano web marketer.

Complimenti a Titanka! azienda che ha organizzato l’evento e complimenti ai relatori, tutti molto competenti nei rispettivi campi ed in particolare a Fabio Sutto che è stato molto bravo nel moderare. Mi è piaciuto particolarmente l’intervento sul SEO di Piersante Paneghel,  interessante per i contenuti e per l’originalissimo stile espositivo. Interessanti anche gli interventi di Alessandro Banchelli, Fabio Sutto sulla reputazione online e quelli di Treeboo e Zooppa.

Seconda edizione di Search Engine Marketing, Inc.: Driving Search Traffic to Your Company’s Web Site

Seconda edizione di Search Engine Marketing, Inc.: Driving Search Traffic to Your Company’s Web Site,testo che meriterebbe di essere presente in tutte le librerie di coloro che lavorano nel settore SEO/SEM sia per la competenza degli autori che per attualità degli argomenti trattati.

Indice dei capitoli:

  • Why Search Marketing is Important… and Difficult
  • How Search Engines work
  • How Search Marketing works
  • How Searchers work
  • Identify Your Web Site’s Goals
  • Measure Your Web Site’s Success
  • Measure Your Search Marketing Success
  • Define Your Search Marketing Strategy
  • Sell Your Search Marketing Proposal
  • Get Your Side Indexed
  • Choose Your Target Keywords
  • Optimize Your Content
  • Attract Links to Your Site
  • Optimize Your Pais Search Program
  • Make Search Marketing Operational
  • Explore New Media and Social Media
  • Optimize Your Web Site Search
  • What’s Next ?



L’importanza di ascoltare audiolibri secondo Brian Tracy

La terza abitudine di cui avete bisogno ai fini dell’apprendimento permanente è quella di ascoltare audiolibri in auto, mentre camminate e fate movimento. L’apprendimento audio viene considerato da molti come la maggiore conquista dell’istruzione dopo la tipografia. E io concordo.
Ho scoperto gli audiocorsi all’età di 23 anni. Ero frustrato e lavoravo tantissime ore e avevo pochissimi soldi. Quando iniziai ad ascoltare i programmi audio su un mangianastri che portavo con me, la mia vita sub/igrave; una trasformazione in un modo che non avevo mai ritenuto possibile. Apprendendo le abilità fondamentali della vendita da professionisti esperti che avevano commercializzato il mio prodotto per molti anni, fui in grado di passare dall’ultimo scalino della forza vendita al suo vertice in meno di 6 mesi.
Alla fine diventai direttore vendite ed insegnai le stesse tecniche a dozzine di persone. Negli anni ho addestrato centinaia di migliaia di professionisti della vendita, insegnando loro le migliori abilità e metodologie mai scoperte nella vendita professionale. Grazie a ciò che hanno imparato, molti di loro sono arrivati a diventare leader nel proprio settore e alcuni sono addirittura milionari.
Il mio audio corso, The psychology of selling, prodotto in 16 lingue, è diventato il programma più
venduto al mondo nel suo genere.
La persona media trascorre in genere da 500 a 1000 ore ogni anno in automobile. Questo tempo equivale a un periodo da 3 a 6 mesi di settimane da 40 ore, o a 1-2 semestri universitari.
In effetti, l’università della California meridionale ha recentemente concluso che si potrebbe raggiungere l’equivalente di una frequenza universitaria quasi a tempo pieno, semplicemente ascoltando audiocorsi educativi negli spostamenti infrasettimanali in auto.
Reid Buckley, oratore professionista, una volta disse: “Se non continuate ad apprendere e ad aggiornarvi, da qualche parte, lo starà facendo qualcun altro. E se incontrerete quel qualcuno, è certo che avrete la peggio.

Tratto da:
Abitudini da milioni di dollari di Brian Tracy

Chiunque si sia recato in una libreria negli ultimi mesi si sarà reso conto che, seppur timidamente, anche in Italia sta decollando il “fenomeno Audiolibri”.

Le più grandi librerie online si stanno attrezzando con veri “reparti” online (es. Audiolibri IBS)
e sono molti gli editori affermati (Mondadori) e le nuove case editrici che presentano novità in questo senso.

Solo per citarne alcune:

Digital signage: un nuovo strumento di branding

Traduco con piacere un articolo relativo al digital signage scritto da Lars-Ingemar Lundström autore del primo libro sull’argomento disponibile (in inglese e pubblicato ad Aprile 2008).

Digital signage: un nuovo strumento di branding

di Lars-Ingemar Lundström

Il digital signage per come concepito oggi è principalmente utilizzato per applicazione NON domestiche. Negli anni prossimi a venire il media digital signage rivoluzionerà la pubblicità e le vendite negli store e negli ambienti pubblici. Ma abbastanza rapidamente probabilmente si diffonderanno sistemi analoghi basati su media server e media player anche nelle case.

Ciò che guida lo sviluppo del digital signage è senza dubbio la disponibilità di display più sottili, grandi, migliori e sempre pi&ugravi; economici. I display piatti possono essere collocati ovunque. Non era invece il caso degli ingombranti monitor a tubo catodico. In aggiunta vi una varietà di display fra i quali scegliere. LCD convenzionali, schermi al plasma ed i proiettori rappresentano alternative comuni, ma ogni cosa, dai sistemi di display cilindrici ai laser beams può essere utilizzata per mostrare messaggi.

Nel digital signage si può anche essere creativi e montare schermi in posizione verticale. Si può scegliere ogni cosa: dai piccoli dispositivi LCD per i photo frame ai grandi monitor a LED da esterno. Tutto questo con dischi e memorie flash sempre più economiche che rendono possibile gestire e presentare informazioni in un modo completamente nuovo come mai era possibile prima d’ora.

Nel digital signage i media player sono utilizzati per fornire il contenuto sugli schermi.
Media player attuali sono a tutti gli effetti computer e ciò apre un nuovo ventaglio di nuove opportunità.

Gli schermi per il digital signage possono essere divisi in regioni e livelli contenenti video, immagini, o testo proveniente da file diversi. Questo significa che informazione proveniente da sorgenti completamente differenti può essere mostrata simultaneamente. A seconda del media di distribuzione scelto, varie parti dello schermo possono presentare informazioni in tempo reale, quasi in tempo reale e informazione differite. La televisione dal vivo è un esempio di media in tempo reale e ad un’unica regione di immagine, mentre la comunicazione stampata, i libri e i giornali sono tutti media non in tempo reale. Esempi di media non in tempo reale sono anche i feed RSS o il teletext (per l’Europa) contenenti news, giochi e informazioni sui mercati azionari.

Il digital signage combina tutto questo in un unico media. Oltre a questo, il digital signage permette che il contenuto sugli schermi possa essere scelto individualmente in relazione alla collocazione geografica dello schermo oppure con cambiamento dei contenuti mirato in funzione di chi sta guardando lo schermo in un particolare momento.

Utilizzando touchscreen i media player possono interagire con il cliente nel negozio. Ciò che è mostrato sullo schermo è deciso da una playlist contenente istruzioni su quali file devono essere mostrati sui display.

Inizialmente il digital signage era basato sull’invio manuale di CD e DVD ma presto i media player iniziarono ad essere usati per il caricamento automatico dei contenuti attraverso connessioni a banda larga a partire da un server centrale di gestione dei contenuti. Per applicazioni più esigenti come sport e giochi una distribuzione real time è necessaria. Il broadcasting IP via satellite fornisce capacità multicasting che possano servire un numero illimitato di media player sparsi nel mondo.

Presto si comprenderà che il digital signage può combinare la maggior parte dei media esistenti in un unico mezzo e anche colmare il divario tra i mondi delle telecomunicazioni tradizionali ed il broadcasting.

Queste sono le considerazioni che mi hanno ispirato quando ho iniziato a scrivere il libro: “Digital signage broadcasting”.

Molte persone hanno già un numero rilevante di media player nelle loro case senza farvi caso.
Media jubox e Home Theater sono già una realtà per molte persone.

E’ possibile che non stiamo solo vedendo l’emergere di nuovi mercati per la pubblicità, ma forse anche l’alba di un nuovo media di massa ad uso domestico.

Il digital signage si sta facendo strada ovunque.

Per maggiori informazioni potete visitare il sito di Lars-Ingemar: www.digitalsignagebroadcasting.com

Ringrazio l’autore per avermi invitato e permesso di tradurre l’articolo.

Il libro di Lars:
Digital Signage Broadcasting