15 feb
Posted by Administrator as Formazione
I Video corsi in DVD e online rappresentano un trend in crescita nel settore della autoformazione.
Due player di rilievo nel settore del training multimediale su tecnologia, grafica, web sono sicuramente Pearson Education ( network informiIT) e Lynda.com.
Il gruppo Pearson education è il più grande a livello mondiale nel settore dell’editoria per la formazione e l’istruzione. Include marchi storici e affermati come QUE, Addison Wesley, Prentice Hall, SAMS etc.
Pearson ha creato, a partire dal 2007, la linea LiveLessons (che propone DVD di qualità relativi a linguaggi di programmazione, web e office automation).
Lo slogan di questa linea di prodotti è molto eloquente: “Self-Paced, Personal Video Training from the World’s Leading Technology Experts“. Sono corsi personali, fruibili alla velocità preferita dal discente e gli insegnanti sono esperti del mondo della tecnologia.
Tra i video corsi attualmente nel catalogo livelessons:
Segue un breve video che spiega la linea di prodotto:
I prodotti LiveLessons sono disponibili su amazon.co.uk a prezzi vantaggiosi grazie al cambio euro/sterlina (il prezzo varia a seconda del corso dalle 30 alle 100 sterline).
I prodotti LiveLessons su amazon.co.uk
Lynda.com nasce negli USA nel 1995 da Lynda Weinman and Bruce Heavin ed è molto conosciuta dagli utenti Apple (molti corsi inizialmente erano relativi a prodotti legati a questa piattaforma).
Propone corsi in DVD e corsi online: è infatti disponibile un interessante opzione di abbonamento mensile o annuale in versione normale e premium .
L’abbonamento consente l’accesso a tutti i contenuti online per un certo periodo di tempo (la versione premium rende disponibili anche i file sorgenti degli esempi proposti nei tutorial).
Attualmente i corsi a catalogo sono ben 740 ed includono video corsi su argomenti molto vari tra cui: css, html, xhtml, ajax, php, mysql, ruby on rails, Drupal, Joomla! e tutti i principali prodotti Adobe (photoshop , flash, acrobat, dreamweaver, Illustrator, inDesign) ma anche corsi più di nicchia su openoffice, seo ed accessibilità.
Gli insegnanti sono altamente qualificati.
Per esempio nel caso dei corsi su css tra i docenti segnaliamo i guru di fama mondiale Eric Meyer e Molly E. Holzschlag.
Lynda.com mette a disposizione la possibilità di valutare il servizio online per 24 ore (prima di abbonarsi). Per usufruirne di questa opportunità basta creare un account a partire dal link: Free 24 hour pass to lynda.com.
L’autoapprendimento con strumenti multimediali di questo tipo ha numerosi vantaggi rispetto ai corsi tradizionali:
Aggiungerei anche l’opportunità di fruire dei corsi in lingua inglese e quindi migliorare la comprensione di questa lingua fondamentale per cui lavora nel campo dell’informatica, del web e della tecnologia in generale.
Ci sono certamente anche svantaggi come la difficile (se non impossibile) interazione con i docenti.
29 gen
Posted by Administrator as SEO - Search engine optimization, Spider - crawler - webbot
Nei giorni scorsi mi è ricapitato tra le mani un libro che avevo acquistato un po’ di tempo fa: “Webbot e spider. I ragni della rete.” edito da Apogeo. Si tratta di un testo del 2007, traduzione del libro americano “Webbots, Spiders, and Screen Scrapers” della casa editrice No Starch.
Quando uscì la versione italiana rimasi stupito poichè si trattava un argomento in apparenza abbastanza di nicchia, trattato da pochissimi libri in lingua inglese tra cui Spidering Hacks della O’reilly.
Il presupposto da cui parte l’autore (Michael Schrenk) è che i browser per quanto sempre più potenti e ricchi di plugin non sono sempre la soluzione ottimale per gestire le informazioni online: a volte sono necessari strumenti più “affilati”.
Entrano in gioco crawler, spider, webbot, agenti software, screen scrapers, software che, sia pure con sfumature leggermente diverse, sono in grado di:
Il libro propone, come linguaggio per la scrittura di spider e webbot, l’accoppiata: PHP e cURL. La scelta di PHP in questo contesto può apparire sicuramente strana, dato che PHP nasce come linguaggio di scripting da includere nelle pagine web. Tale scelta è però motivata dalla semplicità di utilizzo del linguaggio e dalla vasta libreria. Inoltre, come sostiene l’autore, i limiti nell’utilizzo di PHP in questo contesto vengono in larga parte superati utilizzando la libreria PHP/cURL, particolarmente efficiente per questi scopi.
Il testo tratta un po’ tutti i vantaggi degli spider e webbot sia dal punto di vista degli sviluppatori, sia dal punto di vista dei manager.
Per gli sviluppatori rappresentano un’opportunità per acquisire nuove competenze e nel contempo sono anche una sfida per via dell’imprevedibilità (basti pensare al parsing dei dati).
Nei primi capitoli vengono proposte idee anche molto creative sui possibili impieghi e successivamente viene affrontata la parte tecnologica: PHP, cURL e la libreria messa a punto dall’autore e scaricabile dal suo sito web. Sito che prevede pagine realizzate appositamente come test per gli script del libro (i lettori possano così testare senza problemi gli esempi).
Le librerie messe a punto dall’autore contemplano funzioni per il download e per parsing dei dati (reperimento stringhe, gestione link etc).
Vengono poi trattati argomenti come l’invio automatico di form, la gestione di grandi quantità di dati. Vengono passate poi in rassegna applicazioni comuni di utilizzo per webbot quali:
Conclude il libro una serie di capitoli su tematiche considerate più avanzate come:
Le considerazioni finali spiegano come scrivere webbot che:
La scheda del libro sul sito Apogeo dove sono presenti anche i codici sorgenti del libro (che sono anche sul sito dell’autore) e il link per leggere parte del libro su google books.
La pagina della versione americana: Webbots, Spiders, and Screen Scrapers
Il sito dell’autore: Micheal Schrenk
30 set
Posted by Administrator as Internet e curiosità
Pubblicata la versione italiana dell’ultimo libro di Chris Anderson, giornalista e saggista statunitense, direttore di Wired USA dal 2001.
Uscito negli Stati Uniti a luglio 2009 e disponibile online gratuitamente: Free – The future of a radical price. Dagli ultimi giorni risulta visibile solo per IP statunitensi, probabilmente per accordi di pubblicazione con partner esteri.

Free - Chris Anderson
La versione italiana è infatti ora disponibile in italiano, edita da Rizzoli, con il titolo di: Gratis

Gratis - nuovo di libro di Chris Anderson
Il libro è molto interessante e ricco di spunti.
In appendice sono presenti 3 paginette con 50 modelli di business consolidati basati sul “gratis” divisi nelle 3 categorie:
Per ogni modello presenta è segnalata un’azienda che lo utilizza.
07 set
Posted by Administrator as Social network, microblogging, nuovi libri
Hai sentito parlare di Twitter come piattaforma di Microblogging e cerchi un libro in italiano per sapere di più ?
Da martedì 9 settembre 2009 potrai trovare in libreria il primo libro in italiano su Twitter:
IL PICCOLO LIBRO DI TWITTER
di Tim Collins

Il piccolo libro di twitter
Edizione italiana a cura di Antonio Incorvaia, autore di Generazione Mille Euro.
Editore: Sperling & Kupfer
pagg. 182
euro 6,90
L’autore,Tim Collins, vive a Londra e lavora nel campo della pubblicità. Ha collaborato con numerose riviste e scritto diversi libri di tono ironico, tra cui The Ginger Survival Guide, The Baldies’ Survival Guide, Mingin’ o Blingin’, The Little Book Of Internet Dating e Are You A Geek?
Il contenuto
Veloce, divertente, utile, cool: usare Twitter è la cosa più alla moda che si possa fare oggi sul Web, e questo libro è la via più facile per entrarci subito da protagonisti. Si tratta, infatti, della prima guida italiana allo strumento di comunicazione più trasversale del momento: lo usano Obama, Paris Hilton e Lady Gaga, ma anche la famiglia Kennedy, che ha aperto un canale informativo dedicato in occasione dei recenti funerali del senatore Ted, e gli studenti iraniani
che lo hanno reso, di fatto, il media unico e planetario delle ultime elezioni presidenziali. Nel Piccolo Libro Di Twitter troverete le istruzioni per personalizzare il vostro profilo e utilizzarlo al meglio, la sua netiquette, tutti gli acronimi per non sprecare spazio, i consigli su come scansare gli idioti e la galleria di capolavori della “Twitteratura” in 140 caratteri, dai Promessi Sposi a Harry Potter, selezionati e adattati per l’edizione italiana da Antonio Incorvaia, curatore del libro.
03 set
Posted by Administrator as Motori di ricerca
Negli ultimi mesi ho avuto modo di vedere diverse statistiche riguardanti le percentuali di utilizzo dei motori di ricerca in Italia. Statistiche elaborate da importanti società come ComScore, Nielsen etc.
Le ultime statistiche da me visionate, comparse su un libro uscito a luglio 2009, addirittura accreditavano il motore di ricerca Ask con una percentuale di utilizzo superiore al 10% in Italia.
Devo dire che la cosa mi ha lasciato molto perplesso, perchè questi dati contravvengono alle evidenze che emergono dalla statistiche web dei siti per i quali effettuo il monitoraggio quotidiano. Per tali statistiche l’evidenza è: Google, Google, Google …
Quasi sempre sopra al 90% delle visite provenienti dai motori di ricerca, spesso oltre al 95% o più (non considerando poi i motori di ricerca che hanno stretto partnership con Google).
Mi chiedevo per esempio quale fosse la rilevanza di Yahoo! nel portare visite ai siti web in Italia. Le ultime statistiche relative agli Stati Uniti accreditavano Yahoo! di percentuali ancora interessanti: dal 15% al 25% del mercato.
Mi stavo chiedendo come fare valutazioni empiriche sui reali rapporti di forza in Italia tra Google e Yahoo! ?
L’occasione mi è capitata oggi.
Stavo visionando siti web in un settore che mi interessa e sono incappato in un sito ben posizionato con molte parole chiave e con le “statistiche aperte”. Intendendo con questo dire che ho potuto visionare le ricerche effettuate dagli utenti nell’ultimo periodo di tempo.
Ho preso in considerazione una frase composta da due parole chiave per la quale il sito in questione è posizionato al primo posto su Google e Yahoo!
Dalle statistiche è emerso che nell’ultimo mese le ricerche per tale frase sono state:
1684 – Google
30 – Yahoo!
per un rapporto di 56 a 1
Pur con tutti i limiti di un approccio di questo tipo credo che questo numero rispecchi maggiormente i rapporti di forza realmente esistenti.
La frase di ricerca considerata non è relativa al turismo e nel caso di google, le serps sono abbastanza “pulite” nel senso che, durante la ricerca, non sono stati proposti risultati da Google Universal Search (quindi niente Local search, niente video da Youtube etc). Tenuto conto anche di fenomeni come Search Wiki, che rendono di fatto difficile parlare in modo definitivo di posizionamento,fatte le dovute premesse credo che si tratti di un test abbastanza attendibile.